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La chiesa si trova in uno slargo di via Belisario, non lontano dalla
funicolare e dal Pozzo di San Patrizio. La Chiesa dovrebbe risalire al
12mo secolo ma dopo i numerosi crolli e ripristini oggi si presenta in
chiaro stile neoclassico.
La facciata completamente rifatta è caratterizzata da nicchie e da un
cornicione che divide in due parti la facciata al cui centro si apre il
portale d'ingresso. L'interno della chiesa è a tre navate, la centrale
ampia, le due laterali piu' piccole. All'interno opere di Antonio
Federighi (Pila dell'acqua Santa); Nicola Baroni (Madonna delle Grazie
del 1437); Giacomo Borboni ( San Filippo Benizi e Beato Bonaventura da
Pistoia del 1612).
L'altare maggiore è dedicato alla Madonna addolorata con una bella
statua, la stessa che viene portata a spalla attraverso le vie del
quartiere in occasione della festa dei Servi in Settembre.
Curiosità:
Nel 1320 circa, Simone Martini dipinse sempre
per la chiesa dei Servi di Orvieto un polittico che fino alla terza
decade del ‘600 rimase collocato sull’altare maggiore. Il p. Fagioli ne
ricostruisce, tramite il carteggio rimasto, l’alienazione da parte dei
frati in difficoltà finanziarie e purtroppo poco inclini ad apprezzarne
il valore. Nel 1842 fu tentata una vendita illegale (fallita); nel 1851
il polittico fu venduto legalmente a Leandro Mazzocchi a patto che
rimanesse a Orvieto, secondo le norme vigenti dello Stato Pontificio.
Nel 1899 però la famiglia Mazzocchi alienò l’opera a Elisabeth Gardner
senza che lo Stato Italiano intervenisse. Il polittico uscì dall’Italia
e attualmente è conservato a Boston nel Museo Isabella Stewart Gardner.
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